Eroi della Grande Guerra biancheggiano centinaia di lapidi restaurate sullo sfondo dei cipressi, simbolo di immortalità e i paesaggi italiani… Un sentiero principale ci conduce all’ obelisco deve hanno inciso la scritta: PAX-L’ITALIA AI SUOI FIGLI CADUTI NELLA GUERRA MONDIALE MCMXV-MCMXVIII. Luogo sacro fu voluto dal governo italiano e da ormai cent’anni ricorda coloro che hanno partecipato alla battaglia più sanguinosa sul fronte italiano durante la Grande Guerra: Caporetto.
Per rinnovare nel 2025 si sono stanziati 790 000 zloty ed infine il 25 Giugno 2026 si è svolta la solenne cerimonia per onorare i soldati italiani a Wrocław.
La cerimonia è stata preparata e condotta dal Console Onorario della Repubblica Italiana di Breslavia, Monika Kwiatosz, che ha ringraziato coloro che hanno collaborato a questo evento: Hanna Czarnasiak (ispettore dei beni culturali di Wroclaw) e Justyna Stepien (ispettore delle infrastrutture tecniche) che hanno svolto e seguito i lavori. Entrambe le signore si sono molto imegnate per svolgere questo importante compito nel migliore dei modi.
Dall’Italia sono arrivati il Generale Andrea Rispoli e il Generale Massimo Tuzza con il Maggiore Riccardo Galante. Davanti al cancello sostavano due guardie d’onore a cavallo, inoltre una bajda musicale ha animato l’evento. Dopo i discorsi, l’esecuzione degli inni nazionali e l’alzabandiera è stato deposto un omaggio floreale da parte dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel restauro del cimitero. Kamil Dworaczek rappresentava l’IPN (Istituto della Memoria Nazionale) e Adam Jurkowski rappresentava il Voivodato. Inoltre erano presenti le autorità militari polacche: il Colonnello Krzysztof Lis, il Maggiore Katarzyna Chabel e il Capitano Miroslaw Potocki.
il 25 Giugno 2026 si è svolta la solenne cerimonia per onorare i soldati italiani a Wrocław
Console Onorario della Repubblica Italiana di Breslavia, Monika Kwiatosz
PARTE 1: IL CONTRIBUTO DI SANGUE
Facciamo un passo indietro per capire meglio il significato della cerimonia.
„Durante la battaglia di Caporetto morirono 40000 soldati italiani. Il 24 Ottobre 1917, sotto la pioggia battente, nel fango, avvolti nella nebbia, i soldati italiani furono accerchiati dall’esercito austro-ungarico, sostenuto dall’esercito prussiano i quali usarono a tradimento il gas fosgene che impedì ai soldati italiani qualsiasi difesa ed azione di contrattacco. A causa delle comunicazioni interrotte, non arrivarono ordini dai superiori e si creò tra i soldati un tale caos che coloro che sopravvissero caddero prigionieri. La loro destinazione erano i campi in Austria, in Prussia e anche in Slesia; qui la fame, gli stenti, i lavor forzati e il freddo stroncarono tante vite dei giovani militari. La mortalità era spaventosa; il sottuficiale Luigi Bonazzoli, dopo anni ricordava ancora il menù del prigioniero di guerra: una libbra di pane per 5 persone. I prigionieri morirono specialmente per la fame.
Passeggiando fra le tombe dei militari italiani, qualche anno fa sulla lapide del soldato Ernesto Zoccarato apparve una foto che ritraeva una vecchietta con la scritta: dalla tua mamma al figlio finalmente ritrovato. Ernesto morì in prigionia e la sua mamma lo aspettò fino alla fine dei suoi giorni…” articolo La scelta di Maria Bergamas
PARTE 2: CREDERE NEI GIOVANI
Durante i lavori di restauro a Breslavia è venuto un gruppo di liceali italiani che insieme con i liceali polacchi hanno onorato i caduti con un omaggio floreale mentre la direttrice della scuola con un discorso rivolto ai giovani ha sottolineato il valore della pace.
Ora, nel mese di Giugno gli alunni del IX Liceo „Juliusz Slowacki” di Wrocław hanno partecipato alla cerimonia perché in questi anni come lingua straniera hanno studiato l’italiano. Il Generale Rispoli si è rallegrato della loro presenza, ha stretto le mani di tutti ed ha loro rivolto un breve discorso. Le parole del Generale erano tradotte dalla professoressa Ilona Kadys.
PARTE 3: OSPITI ITALIANI
L’ufficio per la tutela della cultura, della memoria della Difesa (UTCMD) creato nel 1919 e dipendente dal Ministero della Difesa è responsabile per la cura dei soldati italiani caduti in guerra. I caduti sono sepolti in 1000 cimiteri sul suolo italiano e 170 in altri paesi.
UTCMD collabora con il Ministero della Cultura e l’ IPN e grazie ad un accordo cura i cimiteri polacchi in Italia (Casamassima, Montecassino, Loreto e Bologna).
Da due anni il Generale Andrea Rispoli ha assunto l’incaico di capo dell’ UTCMD. E’ un carabiniere che ha svolto per 47 anni il servizio in varie regioni italiane. Ha lavorato presso il Ministero degli Esteri, curando la sicurezza delle Ambasciate italiane ed è stato anche responsabile dei Parchi Nazionali e delle Foreste. Ha pubblicato vari libri su temi storici.
Il suo subalterno Generale Massimo Tuzza si occupa del restauro dei cimiteri in Italia e all’estero, specialista in infrastrutture (strade e ponti) con il suo gruppo è intervenuto ad Amatrice dopo il terremoto del 24/8/2016.
Invece il Maggiore Riccardo Galante apparteneva agli Alpini di Trento e alla Brigata Sassari di Sardegna.
Gli ospiti italiani insieme al console Monika Kwatosz e al Professor Davide Artico dell’Università di Wroclaw hanno potuto visitare l’opera „Panorama Raclawicka” e gustare le prelibatezze della cucina polacca (zurek e spezzatino di cervo) in un ristorante tipico.
il Generale Andrea Rispoli e il Generale Massimo Tuzza
a destra: il Maggiore Riccardo Galante
PARTE 4: INNI NAZIONALI
La signora Monika Kwiatosz ha speso il suo tempo prezioso per preparare al meglio l’evento. Con grande dedizione, ad ogni occasione ha omaggiato con un luminoso sorriso o con fiori il sacrificio di questi figli d’Italia che lasciarono la loro mamma e ha fatto da madrina a tutti questi ragazzi catturati durante la disfatta di Caporetto.
In qualità di Console non si occupa solo degli italiani in Polonia ma cura anche la memoria storica di quelli che morirono lontani dalla Patria.
Infine per consacrare la solennità della cerimonia la banda militare ha suonato gli inni nazionali di entrambe le nazioni. Sotto l’obelisco restaurato sono state deposte corone di fiori e i giovani liceali hanno lasciato un lumino acceso a ricordo di questi giovani italiani.
Testo: Małgorzata Skiba
Traduttore: Anna Pankowska



