Giugno 2026 Archive

  • Il 25 giugno 2026  a Wroclaw avrà luogo una cerimonia nel cimitero militare italiano

    Un centinaio di lapidi restaurate ora biancheggiano illuminate dai raggi del sole. Sono le lapidi di militari italiani circondate da agrifogli e sembrano cipressi della campagna toscana. Una fila di alberi conduce all’obelisco alto 5 metri sul quale sta scritto: PACE. Da ormai cento anni in questo cimitero si commemorano i soldati che parteciparono alla battaglia di Caporetto della Prima Guerra Mondiale e che furono presi prigionieri. La cura delle loro tombe e tutta la necropoli è patrocinata dal Ministero della Difesa e dalle autorità diplomatiche italiane.

    Il 25 Giugno giungerà da Roma una rappresentanza di autorità militari per verificare i lavori di restauro e per commemorare i caduti.

    I soldati italiani reduci della battaglia di Caporetto morirono di stenti, di fame e di malattia nei campi di prigionia in Sassonia e in Slesia

    Il 24 Ottobre 1917 nella pioggia,nella nebbia e nel fango l’armata austriaca sostenuta da quella prussiana circondò i reparti italiani usando anche il fosgene (un gas tossico) e la difesa italiana si ruppe. Gli alti ufficiali impreparati a tutto ciò aspettavano ordini dall’Alto Comando, ma le comunicazioni telegrafiche furono interrotte  e i comandanti non sapevano che fare, così gli Italiani si arresero. Coloro che sopravvissero furono mandati in prigionia. Alcuni si ritrovarono in Austria, altri in Prussia. La fame, il freddo e i parassiti furono la sorte dei prigionieri di guerra. La mortalità tra i prigionieri era alta. Luigi Bonizzato così ricorda la distribuzione del cibo: Ecco la costituzione della razione di pane: 9gr di farina di grano,8gr di farina di orzo,10 gr di paglia, 10 gr di ghiande, 230 gr di patate, 100 gr di castagne, 26 gr di acqua, 4gr di carbonato di ammoniaca.

    Dopo la disfatta di Caporetto la propaganda italiana fece ricader la colpa sui soldati di prima linea anziché sull’incapacità dei comandanti e la furbizia del nemico. Venivano stampate cartoline ad uso propagandistico di questo tenore:

    SOLDATI ITALIANI! Ecco la dura sorte che spetta a chi cade prigioniero. Questa fotografia vi mostra i vostri compagni catturati dal nemico nello scorso autunno, in gran parte derubati dei loro vestiti ed obbligati a costruire le trincee che dovranno contrastare la riconquista delle nostre terre. La fame, gli stenti e la vergogna sono riservati a chi cade nelle mani del nemico!

    Le famiglie dei prigionieri furono incolpate e perciò i familiari non cercarono con loro alcun contatto. Una parte dei prigionieri italiani si trovava in Slesia e quando morivano venivano seppelliti nei cimiteri della zona. Finalmente nel 1928 furono seppelliti a Breslau in un cimitero apposito in via Grabiszynska. Probabilmente il governo fascista volle ripristinare la memoria degli eroi e restituì loro il buon nome infangato 10 anni prima. Qualche anno in questo cimitero italiano di Breslavia sulla domba di Ernesto Zanconato apparve la fotografia di una donna anziana con la scritta: Da tua mamma per il figlio finalmente ritrovato

    Restauro del cimitero italiano

    Il 25 Giugno 2026 avrà luogo la cerimonia legata al restauro della necropoli breslaviana: sono state restaurate 1016 lapidi ed è stato fatto un nuovo cancello.

    Il cimitero è curato dalle autorità diplomatiche italiane in Polonia: l’Ambasciata Italiana di Varsavia e il Consolato Onorario Italiano di Wroclaw nella persona della Console onoraria Monika Kwiatosz. Ogni volta che la console porta un gruppo di italiani in visita al cimitero porta un fiore, una corona e accende un lumino al posto di quelle madri, mogli, figlie che non hanno potuto versare le loro lacrime sulla tomba del loro caro perché, caduto in prigionia, è stato sepolto in terra straniera.

    Nell’ambito delle preparazioni all’evento, nel Marzo, una scolaresca venuta dall’Italia, ha posto i fiori ed ha acceso un lumino sotto l’obelisco, mentre il direttore della scuola polacca, responsabile dello scambio fra l’Italia e la Polonia, nel suo discorso rivolto ai giovani ha sottolineato il valore della pace e l’amore verso la propria Patria.

    I giovani di oggi devono avere la forza per costruire la pace.

    Nella cerimonia che si svolgerà tra pochi giorni parteciperanno le autorità  sia italiane che polacche e speriamo che almeno coloro che interverranno a questa cerimonia abbiano la forza per costruire un mondo migliore.

    testo: Anna Pankowska

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