Kochamy Włochy za morze, góry, jedzenie, krajobrazy. Trzeba teraz to spiąć w klamrę żeby zrozumieć skąd ta miłość i piękno!

La Primavera dei popoli, cioè la grande rivoluzione europea del XIX secolo ha acceso lo spirito nazionale sia negli italiani sia nei polacchi.

Nel 1861 è avvenuta l’ Unità d’Italia e poi nel 1918 la Polonia ha riacquistato l’indipendenza. Proprio quest’anno il 17 Marzo cade il 165° anniversario dell’unità d’Italia. Viva l’Italia, viva il Re!

Facciamo un passo indietro

Il 4Settembre 476 D.C. cadde l’impero romano d’occidente e il mondo entrò in una nuova epoca storica, nell’oscuro Medio Evo. Gli Italiani, come popolo sviluppato, fanno un passo indietro e su tutta la penisola si disperde come le perle di una collana rotta. 500 anni prima la Polonia non esisteva ancora, solo nel 966, quando il duca Mieszko I abbracciò la fede cristiana ebbe inizio la formazione dello stato polacco.

Ma ritorniamo alla questione degli Italiani. Nel Medioevo, a cavallo dei secoli XII e XIII i singoli Stati della Penisola combattevano tra loro: vi era una rivalità continua tra il potere imperiale e quello papale.

In questi combattimenti fu coinvolto anche il celebre poeta Dante Alighieri nella sua Firenze. In essa due gruppi politici, i Guelfi ed i Ghibellini combattevano per il potere.  Dante era legato ai Guelfi che volevano l’autonomia di Firenze ed il potere papale.

Quindi dopo 1000 anni dalla fine dell’Impero Romano lo spirito italiano e la lingua italiana (nata dal latino e dal dialetto toscano) devono ancora risvegliarsi.

Solo nel 1835 Giuseppe Gabetto, su richiesta del re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia, scrive la Marcia Reale, un’opera molto importante perché considerata il primo Inno Nazionale, che poi sarà sostituito nel 1946 dal “Canto degli Italiani” di Goffredo Mameli.

Grazie all’impegno di quattro personaggi conosciutissimi in Italia: Camillo Cavour, Giuseppe Garibaldi (e il suo intervento militare nella spedizione dei 1000 volontari in camicia rossa), Giuseppe Mazzini e Vittorio Emanuele II, il 17 Marzo 1861 fu proclamato il Regno d’Italia.

Questo processo di unità era iniziato nel 1860 attraverso l’adesione di alcune terre della Penisola al Regno di Sardegna, ma già nel secolo precedente durante le guerre napoleoniche si era risvegliato lo spirito di identità nazionale. A Reggio Emilia nel 1797 era nato il primo simbolo di questa unità, il tricolore, la bandiera bianco-rosso-verde.

Nello stesso tempo si intrecciano eventi patriottici con il popolo polacco. Nella stessa città nasce il futuro inno nazionale polacco, allora conosciuto come “La marcia di Dabrowski”, scritta da un legionario Jozef Wybicki che soggiornò in Italia. Quella marcia unì tantissimo i soldati polacchi come il battesimo avvenuto nel 966. Nelle esperienze dolorose dovute alle tre spartizioni, ai polacchi serviva un canto unificante. La terra polacca ed il popolo polacco furono divisi dal 1772 al 1918 fra tre occupanti, Russia, Prussia e Austria e anche gli Italiani subivano il dominio austriaco. Durante le guerre napoleoniche in una parte della Prussia la Francia creò il Ducato di Varsavia sotto il comando di Napoleone. Napoleone creò questo nuovo Stato perché pensava di conquistare l’Europa e i polacchi erano necessari per la guerra. Nello stesso tempo i polacchi pensavano che grazie a Napoleone avrebbero potuto conquistare la libertà.

Gli Italiani non sarebbero Italiani se non avessero usato i simboli nazionali. Per la visita della regina Margherita di Savoia a Napoli, il fornaio Raffaele Esposito preparò una pizza tricolore in onore della regina, composta da tre semplici ingredienti: pomodoro, mozzarella e foglie di basilico: è una pizza classica ora conosciuta in tutto il mondo e,parola intraducibile nelle altre lingue, è divenuta uno dei simboli dell’ Italia.

Dopo la caduta di Napoleone, con il Congresso di Vienna, il potere in Europa tornò nelle mani dell’Impero Austro-Ungarico.

Gli Italiani sognavano di di formare un’unica nazione e nei salotti borghesi ed aristocratico stavano nascendo le associazioni che propagavano le idee di libertà e di unità.

Dopo la proclamazione del Regno d’Italia, il conte Cavour indicò come capo della nazione il re Vittorio Emanuele II di Savoia, pronipote della nobildonna polacca Franciszka Korwin Krasinska. Il conte Cavour per suscitare meglio lo spirito degli Italiani pubblicò il giornale “Il Risorgimento” che fortificò maggiormente le idee di unificazione.

L’Unità d’Italia fu davvero un grande evento non solo per tutti gli Italiani ma anche per l’Europa intera. In onore della dinastia regnante, i Savoia, nel 1911 i calciatori italiani durante la partita contro l’Ungheria a Milano indossarono per la prima volta le maglie azzurre, il colore della bandiera di Casa Savoia. Come si sa l’azzurro è il colore della fedeltà, della lealtà, della pace, del cielo e questo colore impregnò da alllora l’anima italiana.

Chiudo con la frase del Presidente della FIGC Gabriele Gravina:”Azzurri-è il brivido delle emozioni e dell’unità”.

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L’unità d’Italia ha permesso di ammirare le bianche cime delle Alpi e le meraviglie della architettura romana ,gustare le prelibatezze della cucine di varie regioni.

E tu, conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?

Vieni!

Testo: Anna Pankowska e Małgorzata Skiba
Traduzione: Anna Pankowska

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